Non è l'ennesimo blog su Jane Austen... almeno non solo. E' uno spazio in cui si parla di libri, sopratutto di libri d'amore. Regency romance, ma anche chick lit e mummy lit per usare le più recenti definizioni sul genere. Caratteristiche fondamentali: happy end e sottile ironia. Capito il genere? Piace anche a voi? E allora, forza, alzi la mano chi di voi non ha, almeno per una volta sognato Pemberley. (Vai al primo post...)
Visualizzazione post con etichetta Birmania. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Birmania. Mostra tutti i post
venerdì 5 ottobre 2007
martedì 25 settembre 2007
Off topic 2: Vorrei essere buddista
Vorrei essere buddista per recitare Nam yoho renge kyo (o qualunque sia la formula della loro corrente) con quei monaci che da otto giorni sfilano per le vie di Yangon per manifestare pacificamente contro la giunta militare. Lo so che questo non è il luogo adatto per ripercorrere la storia recente della Birmania, ma volevo solo dire due parole su una donna che ammiro molto. E questa volta non si tratta di Elisabeth Bennet, Josephin "Jo" March o chi per loro... non si tratta dell'eroina di un romanzo, ma della vita reale. E in questa storia purtroppo un happy end non c'è ancora stato. Sto parlando Di Aung San Suu Kyi, leader dell'opposizione birmana, premio nobel per la pace nel 1991, da 12 anni agli arresti domiciliari (che non ha potuto lasciare nemmeno per partecipare al funerale del marito). La prima volta che ho visto la sua faccia era stampata sulla maglietta indossata da un amico del gruppo di Amnesty. Era un volto bellissimo, un sorriso dolcissimo accompagnato dalle parole "Fear is an habit. I'm not afraid". Dal momento che vivo in uno stato di paura costante rimasi molto colpita dalle sue parole che non venivano smentite dal suo volto. Da allora ho seguito la sua storia sperando di assistere a un lieto fine. La marcia dei monaci a me fa paura (anche lei ne ha un po signora Suu kyi?). Paura che l'esercito usi la forza e che possa ancora una volta finire male. Ma fa anche sperare che una specie di lieto fine un po' transegenico (si può parlare di lieto fine dopo tante sofferenze?) sia finalmente possibile. Nam yoho renge kyo Nam myoho renge kyo nam yoho renge kyo...
Iscriviti a:
Post (Atom)