Torniamo comunque a "Un giorno da cani" confesso: qualche speranza che il libro della Gimenez Bartlett potesse essere un libro Pemberlyano l'ho nutrita. Invece devo confessare che tra me e l'autrice la scintilla proprio non è scoccata. Un po' perchè tutti quei cani mi hanno veramente preso all'anima... e poi... diciamo che, se non proprio antipatica, ho trovato la detective un filino iritante. A prescindere infatti dalle esperienze disastrose che tu possa aver avuto in passato, quando la buona sorte ti mette sulla strada un uomo come Juan Monturiol hai il "dovere morale" (almeno nei confronti delle lettrici di sesso femminile!) di metterti in gioco un pochino di più. Perchè voglio conoscere una e dico una lettrice che possa affermare in tutta onestà di non essere rimasta delusa dal comportamento di Petra.
Comunque nell'insieme il libro non mi è dispiaciuto... diciamo tre stellette di anobii.
Ma pare d'altra parte che ultimamente trovare un libro che non sia deludente, almeno dal "nostro" punto di vista sia cosa piuttosto ardua. A meno che non sostituiamo nel nostro immaginario l'ideale Darcyano di uomo con quello del vampiro assettato di sangue e ci rassegnamo all'idea degli Zombie che invadono Pemberley. No, grazie, per me era buona la prima: per il resto si può aspettare. D'altra parte in compagnia dell'ultimo Carofiglio l'attesa potrebbe non essere così male.
