Finalmente una commedia romantica che merita veramente di essere vista, e si che non ce la saremmo certo aspettata proprio da Ridley Scott! In questo film ci sono tutti, ma proprio tutti gli ingredienti che noi amanti del genere pretendiamo e pergiunta amalgamati alla perfezione. Lui (Max - Russel Crowe) affascinante e cinico uomo d'affari londinese, torna in Provenza per esaminare la proprietà lasciatagli in eredità dal vecchio zio Henry e li ritrova i ricordi e le atmosfere della sua infanzia. Il proposito di vendere tutto e di tornare alla propria vita di sempre, all'inizio saldissimo, comincia pian piano a vacillare fino al crollo definitivo dopo l'incontro con Lei (Fanny - Marion Cotillard) che aiuterà Lui a recuperare la parte emozionale e fanciullesca di se, messa in standby dalle spietate regole del mondo della finanza. Dateci un cuore ricoperto di ghiaccio e fatelo sbrinare davanti ai nostri occhi dal calore di una dolce fanciulla e davvero non chiediamo di meglio. Magari solo un bicchiere di buon vino da gustare durante il film. Perchè dopo tutti i profumi e i sapori che vengono evocati perfino a me vederlo sorseggiando Coca Cola sembra un po' blasfemo.
Non è l'ennesimo blog su Jane Austen... almeno non solo. E' uno spazio in cui si parla di libri, sopratutto di libri d'amore. Regency romance, ma anche chick lit e mummy lit per usare le più recenti definizioni sul genere. Caratteristiche fondamentali: happy end e sottile ironia. Capito il genere? Piace anche a voi? E allora, forza, alzi la mano chi di voi non ha, almeno per una volta sognato Pemberley. (Vai al primo post...)
lunedì 7 gennaio 2008
lunedì 31 dicembre 2007
Buon Anno!
Ricordate i propositi per il nuovo anno di Bridget Jones? Cose tipo smettere di fumare, bere poco e dimagrire? Beh, non credo proprio di poterli fare miei. Non fumo, quasi non bevo e ... Decisamente quando al 31 dicembre stai per iniziare il terzo mese di gravidanza, il proposito di dimagrire durante il nuovo anno suona quantomeno fuori luogo!
E allora? non credo di avere propositi (forse solo quello di riuscire a guidare finalmente da sola senza mio marito seduto affianco), ma solo desideri e qualche "piccolo" sogno.
I desideri, tutti ma proprio tutti quelli importanti, riguardano gli affetti... The ties that bind, come dice zio Bruce. E i sogni? i sogni si sa non si svelano... si possono solo seguire (follow that dream, ancora zio Bruce. Nei momenti topici le citazioni springsteeniane mi vengono assolutamente naturali).
E dunque buon anno all'insegna dei sogni realizzati a tutti quanti.
A chi ha già il suo lieto fine, a chi ancora lo sta aspettando, a chi ne vive tanti quotidianamente, ma non sempre se ne accorge. Perchè in fondo un lieto fine è un fermo immagine. Dipende solo dal momento in cui decidi di fermare la storia.
martedì 11 dicembre 2007
Amori a progetto

Quando ho aperto questo blog non avrei certo detto che vi avrebbero trovato posto tante autrici italiane, anche se ad onor del vero, a giudicare dalle citazioni di cui è intriso il libro, ci troviamo davanti a un'altra italiana cresciuta a pane e Jane Austen. Amori a progetto di Tiziana Merani (Piemme 2007) è un libro veramente carino. Non cercate di immaginarne il contenuto a partire dal titolo perchè andreste sicuramente fuori strada come è successo a me ... d'altra parte mi capita sempre piu' spesso ultimamente di rimanere basita davanti alla scelta di certi titoli. Leggetelo e lasciatevi conquistare dalla vivacità e l'ironia dei dialoghi e dalla freschezza dei personaggi: ne sarete così entusiast* da essere clementi nei confronti della trama che a a tratti pare traballare un po' (e a proposito di clemenza, siatelo anche verso la terribile alliterazione TRAma TRAtti TRAballare di quest'ultima frase). E il sorriso si trasformerà spesso in aperta risata.
La coppia di protagonisti è quasi da "manuale della giovane chick lit writer" con una lei un po' "svitata", impulsiva e spaventata dalla troppa sicurezza che le offrirebbe l'imminente matrimonio e un lui uomo di successo, razionale e pacato (forse un po' "debole" come figura rispetto ad altri protagonisti maschili, e con un indice non molto alto nella scala Darcyana di valutazione, ma certo non sgradevole). Ma come accade spesso sul versante nostrano della chick, sono ancora una volta i personaggi secondari o anche le semplici comparse ad insaporire ulteriormente la storia, le immancabili due amiche dai nomi (solo i nomi?) originali (Ginevra e Talia), una mamma impegnata nel grandioso (e di dubbio successo) progetto su un libro di cucina universale, una nonna "sprint" etc. Aggiungiamoci l'immancabile lieto fine e segnamo ancora una volta un punticino a favore della chick lit all'italiana.
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martedì 4 dicembre 2007
Mascherate e Falsi inganni

Come ho scritto altrove una vera appassionata di regency, una volta esaurite le scorte dei romanzi della Heyer in traduzione, si è cimentata almento una volta con un romanzo in lingua originale. Per me il primo è stato Masqueraders (ora disponibile anche in traduzione) e anche se il mio inglese scolastico non mi consentiva di capire proprio tutto quello che leggevo, sono andata avanti fino alla fine e l'ho amato alla follia. Dopo Masqueraders ne ho letto degli altri e più leggevo i libri in lingua originale più mi rendevo conto di quanto belle e fedeli fossero le traduzioni di Anna Luisa Zazo. Brava davvero la signora Zazo. Tanto brava da aver ricreato nella realtà un gioco di equivochi e falsi inganni che sembra uscito dalle pagine di quei romanzi che traduce tanto bene. Ma arriviamoci con un po' di suspense. Proviamo a vedere quali altre autrici traduce la Nostra. Elinor Childe forse? Vediamo un po', in genere nelle varie edizioni della Childe compare la dicitura "a cura di Anna Luisa Zazo"... Cosa vorrà dire in questo caso "a cura di" e perchè non compare il nome del traduttore? (ho sottomano solo la descrizione bibliografica, non il libro, ma suppongo sia esatta). E ora che ci penso, perchè sono in grado di citare a memoria almeno una decina di titoli originali di Georgette Heyer e nessuno, dico nessuno di Elinor Childe? Mi sa proprio che qui urge l'aiuto di Mr Google. Childe Elinor, invio. Colpo di scena, nel terzo record di risposta, senza nemmeno bisogno di cliccarci sopra leggo direttamente nell'anteprima "Ma Elinor Childe altri non è che lo pseudonimo dell'italianissima Anna Luisa Zazo". La fonte è autorevole: Romanzi Rosa Homepage. Complimenti Signora Zazo (o dovrei chiamarla Childe?) c'eravamo proprio cascati... E pensare che c'è chi sostiene ancora che solo le inglesi lo sanno fare bene.
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lunedì 26 novembre 2007
I baci di mio padre
In un blog che ha come tema principale l'happy ending, non si può indulgere troppo sui pensieri tristi. Eppure, mi sembra impossibile nel riprendere a scrivere in questo blog non dedicare un pensiero a mio padre che non c'è più. E qui voglio ricordare i suoi baci. Quei baci che hanno resistito quasi fino alla fine, quando ogni altro mezzo per comunicare lo abbandonava. Oltre i gesti e oltre le parole e a volte anche oltre gli sguardi. Anche quando lo sguardo sembrava perso oltre la realtà che lo circondava, bastava avvicinare il tuo volto al suo e le sue labbra si posavano delicatamente sulla tua guancia. Credo di aver capito che stava veramente andando via non quando ha smesso di parlarmi, di toccarmi o di guardarmi, ma quando ha smesso di baciarmi. "Ormai è un vegetale" ho sentito spesso dire di lui negli ultimi tempi... Sarà, ma ci crederò solo quando vedrò un peperone baciare una melanzana. Mai sottovalutare la forza di un bacio.
martedì 13 novembre 2007
Interludio
In questo periodo sto trascurando un po' il blog, anche se mi ero riproposta di non scendere al di sotto di un post alla settimana. E' che è un periodo piuttosto... complicato, per usare un eufemismo. Ma quando scrivere diventa difficile (intendo ovviamente l'atto creativo dello scrivere) rimane ancora una possibilità: copiare. Mentre preparavo la tesi di laurea avevo attaccato alla scrivania un foglietto con una frase che sarebbe dovuta servire a tacitare la mia coscienza in crisi per lo scarso contributo che mi sembrava di dare alla ricerca scientifica, mentre attingevo a grandi mani ai contributi di altri: "Chi copia un libro fa un plagio, chi ne copia tanti fa una tesi di laurea". Ora ovviamente non ho intenzione di fare un plagio ne tantomeno una tesi di laurea, ma semplicemente di ingannare il tempo che passerà fino al prossimo "contributo originale" con un brano da Crisi di compleanno, ancora di Mike Gayle. Capirete dopo averlo letto che questo brano non poteva non stare in questo blog.
-Che cosa ti ha fatto capire di essere alla fine della nostra storia?-
chiesi, cercando di affrontare il discorso.
-E' stato un fatto solo, o una combinazione di eventi?-
-Penso che sia stato il film che abbiamo visto da Sara e Jimmy lo scorso weekend-
rispose, giocherellando ancora con le dita dei piedi.
-Il paziente inglese?-
Annuì. -Mi ha fatto riflettere, capisci? La moglie di quel poveraccio inglese scappa con il pilota tedesco, e questo avrebbe dovuto essere romantico. voglio dire, queste storie d'amore sono ... squallide, delle vere porcherie. e con questo credo di voler dire che... Bhe, hai presente Emily?-
Emily era una delle colleghe di Elaine. -Sai che ha rotto con il suo fidanzato, Jez, perchè lui ha dato fuori di matto quando si è reso conto di non aver fatto niente di concreto nella sua vita?-
-Credo che quello che Jez intendesse fare , e che in effetti stava facendo, fosse frequentare altre donne.-
-si da il caso che lei avesse fantastiliardi di storie con qualsiasi essere vivente dotato di muscoli e petto villoso.-
-Fantastiliardi?- Chiesi con una smorfia
-Miliardi di fantastiliardi-, ribadì Elaine -Orribile non credi? Evidentemente si erano stufati l'uno dell'altra ma avevano paura di troncare la relazione, e per questo si sono inflitti mesi di torture prima di riuscire a prendere una decisione...-
(...)
-Quindi mi stai dicendo che se avessimo afittato Orgoglio e pregiudizio come voleva Sara invece del Paziente inglese, saremmo ancora insieme? Questa è bella davvero!-
Elaine scoppiò a ridere come se le avessi fatto il solletico
-No-, disse dopo essersi ripresa. -Sarebbe successo comunque. Ma invece di quella schifezza del Paziente inglese avrei guardato l'amore folle tra Darcy ed Elisabeth Bennet, e avrei capito che per me tu non avresti mai potuto essere come lui.-
-Si. E che tu non saresti mai stata come lei-
-Che cosa ti ha fatto capire di essere alla fine della nostra storia?-
chiesi, cercando di affrontare il discorso.
-E' stato un fatto solo, o una combinazione di eventi?-
-Penso che sia stato il film che abbiamo visto da Sara e Jimmy lo scorso weekend-
rispose, giocherellando ancora con le dita dei piedi.
-Il paziente inglese?-
Annuì. -Mi ha fatto riflettere, capisci? La moglie di quel poveraccio inglese scappa con il pilota tedesco, e questo avrebbe dovuto essere romantico. voglio dire, queste storie d'amore sono ... squallide, delle vere porcherie. e con questo credo di voler dire che... Bhe, hai presente Emily?-
Emily era una delle colleghe di Elaine. -Sai che ha rotto con il suo fidanzato, Jez, perchè lui ha dato fuori di matto quando si è reso conto di non aver fatto niente di concreto nella sua vita?-
-Credo che quello che Jez intendesse fare , e che in effetti stava facendo, fosse frequentare altre donne.-
-si da il caso che lei avesse fantastiliardi di storie con qualsiasi essere vivente dotato di muscoli e petto villoso.-
-Fantastiliardi?- Chiesi con una smorfia
-Miliardi di fantastiliardi-, ribadì Elaine -Orribile non credi? Evidentemente si erano stufati l'uno dell'altra ma avevano paura di troncare la relazione, e per questo si sono inflitti mesi di torture prima di riuscire a prendere una decisione...-
(...)
-Quindi mi stai dicendo che se avessimo afittato Orgoglio e pregiudizio come voleva Sara invece del Paziente inglese, saremmo ancora insieme? Questa è bella davvero!-
Elaine scoppiò a ridere come se le avessi fatto il solletico
-No-, disse dopo essersi ripresa. -Sarebbe successo comunque. Ma invece di quella schifezza del Paziente inglese avrei guardato l'amore folle tra Darcy ed Elisabeth Bennet, e avrei capito che per me tu non avresti mai potuto essere come lui.-
-Si. E che tu non saresti mai stata come lei-
giovedì 1 novembre 2007
Meno male che ci sei

E meno male che c'è anche Maria Daniela Raineri a segnare un altro punto a favore della Chick lit all'italiana. Bel libro davvero, di quelli che non riesci proprio a mollare fino alla fine e anche oltre... perché è quasi inevitabile cercare di sistemare con la penna della fantasia quelle due o tre cosucce che restano in sospeso. E' la storia narrata con toni ora drammatici (senza però indulgerci troppo) ora comici di Allegra e Luisa, le cui vite si incrociano nel momento in cui Allegra decide di voler conoscere l'amante del padre, morto insieme alla madre in un tragico incidente. Le due si incontrano, si trovano simpatiche e decidono di vivere insieme e di formare una specie di famiglia. Famiglia un po' bizzarra quella composta da una trentaduenne e dalla diciassettenne figlia del suo defunto amante. Bizzarra ma pur sempre famiglia. Se poi ci si aggiungono due amiche del cuore di Luisa che sembrano "prestate" da un libro di Stefania Bertola e che commentano con toni spassosissimi ogni sua scelta, il quadro è completo. Dopo un periodo buio quindi Allegra si trova circondata da persone che le vogliono bene e riesce perfino a conquistare Gabriele, il ragazzo del cuore. Ma per l'happy ending c'è ancora da attendere. Prima c'è posto per torti, assurde gelosie, incomprensioni che portano Allegra ad allontanare da se tutte le persone che la amano e toccare nuovamente il fondo del pozzo della solitudine prima di iniziare la risalita. Perchè l'amicizia vera in fondo tionfa sempre. E l'amore? Beh... per dirla con le parole di Allegra, "i principi azzurri arrivano prima o poi, solo che non possono stare li ad aspettare che tu schiocchi le dita. Hanno i loro tempi".
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